La funzione antiriciclaggio nelle assicurazoni

Il Segretario Generale dell’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) è, recentemente intervenuto, in occasione di una tavola rotonda organizzata dall’Institute for Research of Law Economical and Social Studies (I.r.l.e.s.s.), illustrando il ruolo delle funzioni Compliance ed Antiriciclaggio nelle Compagnie di Assicurazione durante la pandemia da Covid-19.

Tanti gli spunti di riflessione emersi che pongono le due funzioni di controllo di fronte alle nuove sfide. La pandemia ha cambiato esigenze ed abitudini delle persone, dando un forte impulso all’utilizzo del canale Internet per l’offerta dei prodotti e la gestione delle operazioni con la clientela. Entrambe le funzioni hanno tratti in comune, essendo volte ad assicurare la piena osservanza delle Normative che disciplinano le attività aziendali.

Con riferimento al ruolo della Funzione antiriciclaggio nelle Compagnie di Assicurazione, nel suo intervento il Segretario Generale ha riportato come l’attività di vigilanza svolta dall’Istituto induce a ritenere che attualmente gli attori del mercato assicurativo operino in modo sostanzialmente corretto. Dalle ispezioni in materia emerge, infatti, che fattori di più elevato rischio o gli indicatori di potenziali anomalia riguardano un’esigua minoranza di clienti. Sono clienti che devono essere assoggettati a misure rafforzate di adeguata verifica ed, in misura ancora minore, essere oggetto di segnalazione alla Uif in esito ad un monitoraggio costante. La Funzione antiriciclaggio richiede processi affidabili ma anche capacità di intelligence, cioè capacità di leggere e interpretare le situazioni. I prodotti Vita d’investimento, a differenza delle Polizze, che assicurano soltanto la copertura (temporanea o a vita intera) nel caso di morte, sono quelli che presentano caratteristiche che potrebbero essere sfruttate per riciclare i proventi da attività illegali commesse da soggetti terzi o, meno infrequentemente, dallo stesso contraente (autoriciclaggio). Una caratteristica di questi prodotti, anche di quelli d elevato ammontare, è di presentare una contenuta dinamicità” operativa, assai minore rispetto ad un Conto corrente bancario. Inoltre, i premi non possono essere pagati in contanti. Queste peculiarità riducono di per sé la rischiosità potenziale del Settore, tuttavia è importante prestare attenzione e fare gli opportuni distinguo in tema di adempimento degli obblighi di Adeguata verifica tra le diverse categorie di Intermediari assicurativi. Le Banche che distribuiscono prodotti assicurativi dispongono di tutte le informazioni (che devono mettere a disposizione delle Compagnie) necessarie per valutare la coerenza tra l’entità dei premi versati e la situazione economica (in caso di premi ricorrenti) o patrimoniale (in caso di premi unici) del Contraente.

Coerenza che rappresenta uno dei fattori cruciali da prendere in considerazione nel definire il profilo di rischio di ciascun cliente, mentre gli Agenti e Broker al contrario possono fare affidamento soltanto sulle informazioni (più o meno generiche) fornite dal cliente all’atto della sottoscrizione del prodotto, anche se le Imprese sono tenute ad individuare i fattori di più elevato rischio, per cui gli Intermediari devono chiedere ai clienti ulteriore documentazione (estratti conto bancari), al fine di riscontrare la veridicità delle informazioni fornite dal sottoscrittore sulla propria situazione economica e patrimoniale.

In sintesi, il richiamo è stato quello di evidenziare come, a differenza del passato, le funzioni di controllo, sempre più, non dovranno limitarsi ad intervenire tempestivamente e con risolutezza ove emergano irregolarità, ma saranno chiamate a contribuire ex-ante a definire decisioni, processi e comportamenti in grado controllare e contenere i rischi di non conformità e, successivamente, a valutarne la corretta ed omogenea applicazione da parte delle Compagnie e delle Reti distributive, oltre che la complessiva efficacia.