Banche: Megale (Fisac Cgil), Atlante risolva tema sofferenze bancarie

Roma, 14 aprile – “Il fondo Atlante deve contribuire alla risoluzione del vero problema: le sofferenze bancarie”. Ad affermarlo è il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, nel sottolineare come: “Al momento non ci sono certezze rispetto alle decisioni del governo in merito al fondo ma è auspicabile che funzioni e che abbia al centro il tema delle sofferenze”.

Per il leader della Fisac, comunque, “quest’ulteriore intervento è utile poichĂ©, chiamando in causa il sistema, si possono evitare drammatizzazioni nelle situazioni piĂą a rischio. Certo – precisa – i problemi non si risolvono da soli, sarebbe stato meglio farlo coinvolgendo le parti sociali. In un contesto economico così difficile è inconcepibile che pezzi della rappresentanza sociale non siano coinvolti”.

Nel merito, osserva il numero uno della categoria dei lavoratori del credito della Cgil, “il fondo Atlante può funzionare se contestualmente si agisce sui tempi medi dei percorsi legislativi relativi ai fallimenti. Per questo è necessario introdurre una clausola sociale che tuteli famiglie e pensionati. Il Governo eviti di accorgersi del dramma sociale dopo, così come è avvenuto per i risparmiatori delle obbligazioni subordinate”.

Così come, aggiunge, “per ottimizzare il valore dei crediti deteriorati, è necessario accorciare i tempi di recupero dei crediti, portando i sette anni medi ad un massimo di tre considerato, media europea. Fondo e minori tempi di recupero insieme possono essere un utile strumento a disposizione del sistema, con l’obiettivo di favorire l’erogazione di nuovo credito all’economia reale e alle famiglie”, conclude Megale.

 

Banche: Fisac Cgil, Atlante risolva problema soffrenze Banche: Fisac Cgil, Atlante risolva problema soffrenze =
(AGI) – Roma, 14 apr. – “Il fondo Atlante deve contribuire alla
risoluzione del vero problema: le sofferenze bancarie”. Ad
affermarlo e’ il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino
Megale, nel sottolineare come “al momento non ci sono certezze
rispetto alle decisioni del governo in merito al fondo ma e’
auspicabile che funzioni e che abbia al centro il tema delle
sofferenze”. Per il leader della Fisac, comunque,
“quest’ ulteriore intervento e’ utile poiche’, chiamando in
causa il sistema, si possono evitare drammatizzazioni nelle
situazioni piu’ a rischio. Certo – precisa – i problemi non si
risolvono da soli, sarebbe stato meglio farlo coinvolgendo le
parti sociali. In un contesto economico cosi’ difficile e’
inconcepibile che pezzi della rappresentanza sociale non siano
coinvolti”.
Nel merito, osserva il numero uno della categoria dei
lavoratori del credito della Cgil, “il fondo Atlante puo’
funzionare se contestualmente si agisce sui tempi medi dei
percorsi legislativi relativi ai fallimenti. Per questo e’
necessario introdurre una clausola sociale che tuteli famiglie
e pensionati. Il Governo eviti di accorgersi del dramma sociale
dopo, cosi’ come e’ avvenuto per i risparmiatori delle
obbligazioni subordinate”. Cosi’ come, aggiunge, “per
ottimizzare il valore dei crediti deteriorati, e’ necessario
accorciare i tempi di recupero dei crediti, portando i sette
anni medi ad un massimo di tre considerato, media europea.
Fondo e minori tempi di recupero insieme possono essere un
utile strumento a disposizione del sistema, con l’ obiettivo di
favorire l’ erogazione di nuovo credito all’ economia reale e
alle famiglie”, conclude Megale. (AGI)
Red/Gin
141610 APR 16

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BANCHE. MEGALE (CGIL) : ATLANTE RISOLVA TEMA SOFFERENZE BANCARIE

(DIRE) Roma, 14 apr. – “Il fondo Atlante deve contribuire alla
risoluzione del vero problema: le sofferenze bancarie”. Ad
affermarlo e’ il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino
Megale, nel sottolineare come “al momento non ci sono certezze
rispetto alle decisioni del governo in merito al fondo ma e’
auspicabile che funzioni e che abbia al centro il tema delle
sofferenze”.
Per il leader della Fisac, comunque, “quest’ ulteriore
intervento e’ utile poiche’, chiamando in causa il sistema, si
possono evitare drammatizzazioni nelle situazioni piu’ a rischio.
Certo- precisa- i problemi non si risolvono da soli, sarebbe
stato meglio farlo coinvolgendo le parti sociali. In un contesto
economico cosi’ difficile e’ inconcepibile che pezzi della
rappresentanza sociale non siano coinvolti”.
Nel merito, osserva il numero uno della categoria dei
lavoratori del credito della Cgil, “il fondo Atlante puo’
funzionare se contestualmente si agisce sui tempi medi dei
percorsi legislativi relativi ai fallimenti. Per questo e’
necessario introdurre una clausola sociale che tuteli famiglie e
pensionati. Il governo eviti di accorgersi del dramma sociale
dopo, cosi’ come e’ avvenuto per i risparmiatori delle
obbligazioni subordinate”.
Cosi’ come, aggiunge, “per ottimizzare il valore dei crediti
deteriorati, e’ necessario accorciare i tempi di recupero dei
crediti, portando i sette anni medi ad un massimo di tre
considerato, media europea. Fondo e minori tempi di recupero
insieme possono essere un utile strumento a disposizione del
sistema, con l’ obiettivo di favorire l’ erogazione di nuovo
credito all’ economia reale e alle famiglie”, conclude Megale.
(Com/Anb/ Dire)
16: 16 14-04-16

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Banche, Fisac Cgil: Atlante risolva tema sofferenze bancarie
Al momento non ci sono certezze
Roma, 14 apr. (askanews) – “Il fondo Atlante deve contribuire
alla risoluzione del vero problema: le sofferenze bancarie”. Ad
affermarlo è il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino
Megale, nel sottolineare come: “al momento non ci sono certezze
rispetto alle decisioni del governo in merito al fondo ma è
auspicabile che funzioni e che abbia al centro il tema delle
sofferenze”.
Per il leader della Fisac, comunque, “quest’ ulteriore
intervento è utile poiché, chiamando in causa il sistema, si
possono evitare drammatizzazioni nelle situazioni piĂą a rischio.
Certo – precisa – i problemi non si risolvono da soli, sarebbe
stato meglio farlo coinvolgendo le parti sociali. In un contesto
economico così difficile è inconcepibile che pezzi della
rappresentanza sociale non siano coinvolti”.
Nel merito, osserva il numero uno della categoria dei
lavoratori del credito della Cgil, “il fondo Atlante può
funzionare se contestualmente si agisce sui tempi medi dei
percorsi legislativi relativi ai fallimenti. Per questo è
necessario introdurre una clausola sociale che tuteli famiglie e
pensionati. Il Governo eviti di accorgersi del dramma sociale
dopo, così come è avvenuto per i risparmiatori delle obbligazioni
subordinate”.
Così come, aggiunge, “per ottimizzare il valore dei crediti
deteriorati, è necessario accorciare i tempi di recupero dei
crediti, portando i sette anni medi ad un massimo di tre
considerato, media europea. Fondo e minori tempi di recupero
insieme possono essere un utile strumento a disposizione del
sistema, con l’ obiettivo di favorire l’ erogazione di nuovo
credito all’ economia reale e alle famiglie”, conclude Megale.
Sen

14 APR 2016 165352

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