Pop Bari: il grande cambiamento?

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Avevamo richiesto un urgente incontro con il Direttore Generale, da statuto anche capo del personale della Banca, sui seguenti punti:

  • relazione al bilancio semestrale e dati di bilancio,
  • assunzione di personale cessato in violazione di accordi,
  • striscianti ristrutturazioni ed esternalizzazioni,
  • intollerabili pressioni commerciali,
  • prospettive aziendali e ci siamo visti recapitare una convocazione da parte del top-management aziendale e, a seguire, la risposta alla nostra sollecitazione.

E così, nella serata dello scorso 18 dicembre, si è tenuto l’incontro tra le scriventi OOSS ed il Presidente dott. Marco Jacobini, il “nuovo” Consigliere Delegato Ing. De Bustis, il “nuovo” Direttore Generale rag. Monachino, il Condirettore Generale dr. Gianluca Jacobini, il Vice Direttore Generale dr. Luigi Jacobini, il “nuovo” Responsabile delle Risorse Umane dr Falini, con la partecipazione del dr. Failla – non è dato sapere a quale titolo, non risultandoci essere un dirigente aziendale – e ricordandolo giĂ  direttore del personale in BPB, noto per le sue posizioni anti- sindacali tali che,nella sua precedente esperienza , aveva fatto condannare la Banca dal Tribunale di Bari, ai sensi dell’art. 28 L. 300/70.

Dopo dopo i saluti di rito del Presidente, ha preso la parola il nuovo Consigliere Delegato, Ing. Vincenzo de Bustis Figarola giĂ  Direttore Generale nella nostra Banca dal 2011 al 2014.
Questi ha esordito affermando che la Banca è impegnata nella definizione di un nuovo piano industriale che sarà pronto per il 21 gennaio prossimo.

Piano industriale definito molto sfidante, innovativo, che porterĂ  ad una discontinuitĂ  per una “evoluzione – non rivoluzione della banca “, ha tenuto a precisare.
Un piano dalle dure prospettive, con un’attesa di riduzione del rapporto costi/ricavi di una trentina di punti percentuali, rispetto all’attuale.

Un piano, ha detto, che prevederĂ  un giusto dimensionamento delle strutture con il surplus di personale da gestire con la formazione e la riqualificazione professionale.
De Bustis ha anche affermato che questa banca è “un’ istituzione del Sud e tale deve rimanere”.e che Bankitalia rispetta la BPB,che ci sarĂ  un piccolo rafforzamento della dirigenza e che ci sarĂ  “un’ attenzione particolare” alla base sociale ed agli stakeholder.

Il neo Consigliere Delegato ha poi affermato che in passato ci sono stati errori, ma che a lui non interessano i processi.

Il neo Direttore Generale Monachino ha ripetuto che ci sarà il nuovo Piano Industriale e che occorrerà recuperare gli azionisti. Ha poi affermato che su quel che è accaduto in passato ci potrà essere un confronto, ma è più importante il futuro.

Ha poi ripreso la parola il Presidente Marco Jacobini.

Dopo aver, come al solito, fatto l’elogio di quel che è stato fatto dall’ Azienda, ha rimarcato le difficoltĂ  economiche dei territori in cui la Banca insiste e perciò questa necessita di riposizionarsi  perchĂ© “non si può piĂą fare business con la banca tradizionale, dovrĂ  essere un’altra banca, dovrĂ  essere spacchettata, divisa” e dovrĂ  fare operazioni di collegamento (unione?) “con altre piccole banche popolari cooperative” aumentando, con le sue parole, l’alone di vaghezza che circonda l’atteso passaggio a S.p.a.

Egli ha inoltre affermato che la Banca dovrà incrementare il patrimonio ed infine ha richiamato il fatto di essere tutti sulla stessa barca, che il management della banca è capacissimo e che dobbiamo metterci tutti insieme perché il vitale progetto abbia successo.

Sin qui la cronaca.

Le OO.SS. hanno parlato con una voce sola, facendo sentire con forza al managementaziendale la solida unitĂ  di intenti, di difesa degli interessi e dei diritti dei lavoratori e lavoratrici rappresentati da tutte le componenti sindacali.

La prima constatazione sindacale è stata sulla composizione del “nuovo” management aziendale: undeja-vu dagli effetti stranianti e vagamente inquietanti.

I “nuovi” manager sono pensionati richiamati a “salvare l’Azienda”.
E questa è stata la prima osservazione critica circa la violazione degli accordi presi ( art. 14 accordo luglio 2016 ): c’era un espresso divieto alla riassunzione dei cessati dal servizio in BPB e la banca, non solo ha ignorato, ma sardonicamente ha affermato che lo si rifarebbe ancora perchĂ© fatto in piena buona fede ed esclusivamente nell’ interesse dell’ Azienda stessa!
Una dichiarazione che riteniamo irriguardosa e sprezzante nei confronti di chi, come tutti i dipendenti BPB, in ragione di quegli accordi sta pagando un prezzo salatissimo: i patti sono da osservare, da ambo le parti contraenti.

Per non parlare del tradimento di alcuni degli obiettivi del piano di riorganizzazione dell’agosto del 2017: la riduzione del rapporto costi/ricavi e la compressione delle spese amministrative.

A dispetto di quanto di buono fatto nella parte iniziale dell’anno – tanto che la riduzione delcost/income ci aveva permesso di riprendere una parte della contribuzione aziendale al fondo pensione – giĂ  dal bilancio semestrale il cost/income risulta aumentato.

In altre parole, il costo del personale è diminuito per via della solidarietà, mentre le spese amministrative sono aumentate e si è ridotto il margine di intermediazione. Ciò vuol dire una cosa semplice: i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo BPB hanno fatto la loro parte, il management aziendale no!

Lo abbiamo detto a gran voce: i lavoratori e le lavoratrici rispettano gli accordi firmati.
I lavoratori e le OO.SS. che li rappresentano, sono responsabili e si sacrificano giornalmente per raggiungere gli obiettivi aziendali, ed invece di essere considerati, vengono addirittura dileggiati, minacciati, offesi.
Essi si sacrificano anche economicamente, contribuendo a quello che pensavano potesse essere un risanamento e un rilancio aziendale, ma che così non è stato !
Hanno lasciato nelle casse aziendali circa 19 mln di euro, finiti malamente nel calderone bucato di un piano industriale sbagliato nelle sue previsioni.

Abbiamo detto loro che è la Banca a non rispettare mai gli accordi che liberamente sottoscrive con le OO.SS. e, tramite essi, coi lavoratori e le lavoratrici.
Gli stessi lavoratori e lavoratrici che, in queste occasioni, la Banca dice di avere a cuore, ma nei fatti vengono trattati con toni volgari e minacciosi da varie figure del middle management, sicure di poterlo fare solo perché convinte di esser provviste di copertura e di avallo del top management.

E’ del tutto evidente che gli accordi sono boicottati da parti dell’Azienda, che lavorano in totale anarchia di leggi e contratti: condanniamo il comportamento inaccettabile della rete commerciale che ha osteggiato e osteggia la fruizione della solidarietĂ  e vessa continuamente i lavoratori!

Nulla ci è stato risposto riguardo alle nostre sollecitazioni in merito al bilancio del 1° semestre 2018, sia per la parte dei dati che nel “drammatico” testo a commento.

Per tutti questi motivi, abbiamo quindi chiesto fermamente di riportare indietro le lancette dell’orologio per ripristinare la piena contribuzione aziendale al fondo pensione e sospendere la solidarietà: è su questa base che vogliamo approcciare il piano industriale a venire!

Per queste cose le OO.SS., a margine dell’incontro, hanno convenuto con la Direzione Generale un calendario di appuntamenti, a partire dalla prima decade di gennaio, per verificare così l’effettiva e reale “discontinuitĂ ” di comportamento e di relazione che il top management in quest’incontro ha assicurato e per definire un accordo sulle politiche commerciali per frenare le odiose condotte vessatorie delle pressioni per la vendita.

Il progetto di cambiamento è vitale per l’ Azienda, ma lo è ancor di piĂą per i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo BPB, che hanno dimostrato la propria disponibilitĂ  ad assumere responsabilitĂ  e “pesi”, non di poco conto, per il proprio “lavoro”.

Le parole da noi ascoltate sul futuro della Banca sono state vaghe, contraddittorie su quale modello societario e organizzativo ci sarĂ  prospettato ed hanno generato dubbi e domande piĂą che chiarimenti e risposte.

Sulla base delle verifiche che andremo ad effettuare durante le prossime settimane ed i primi incontri del 2019, procederemo alle assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici, momento democratico e partecipativo ineludibile in questa delicatissima fase della storia della BPB.

Bari, il 21 dicembre 2018

Le Segreterie di Coordinamento

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